NOVOLI: SCONTRI TRA POLIZIA E STUDENTI (VIDEO)
Davanti al D15, la polizia, in tenuta antisommosa, carica gli studenti. Di seguito i tre video degli scontri (sfoglia la playlist di Youtube):
IMMAGINI:
Davanti al D15, la polizia, in tenuta antisommosa, carica gli studenti. Di seguito i tre video degli scontri (sfoglia la playlist di Youtube):
IMMAGINI:
[...] Si sono levate così urla e slogan e nel giro di dieci minuti ci sono state per tre occasioni scontri tra polizia e studenti (guarda i video http://www.unicitta.it/2010/11/25/scontri-tra-polizia-e-studenti-video/). [...]
Faccio notare che i poliziotti stavano solo facendo il loro lavoro, presi uno per uno i simpaticoni che mettevano le mani addosso e insultavano un pubblico ufficiale finivano dritti in carcere, quindi c’è ben poco da scandalizzarsi.
C’è modo e modo per protestare, e questo non è certo il modo giusto.. sono stati fin troppo indulgenti, ne avrebbero meritate molte di più.
Che pena ragazzi, e poi c’è chi si ostina a dire che non siamo da terzo mondo.
il terzo mondo è nelle decisioni e nelle parole dei membri di un governo fantasma che alimenta solo polemiche tra la gente, con le decisioni sconcertanti prese negli ultimi 2 anni.
da terzo mondo è avere un capo del governo evasore e puttaniere, legato alla mafia e al controllo di una parte dei mezzi d’informazione.
da terzo mondo è arrivare all’università e non poter entrare perché la polizia lo impedisce.
questo è da terzo mondo e l’Italia oggi è a buon diritto un paese del terzo mondo.
Giornata di protesta…
sicuramente tra la folla c’erano studentesse e studenti come me, che, seppur d’accordo a far sentire la propria voce contro le riforme sbagliate, si dissocia da ciò che è successo stamattina a Firenze, ma anche ciò che accade in altre parti d’Italia. La violenza non porta a niente, insultare i poliziotti non porta a niente. Siamo studenti e studentesse e si presume che abbiamo un bagaglio culturale mediamente elevato, dimostriamo di essere anche intelligenti!
come sempre si fa quello che la politica vuole…la santanchè non avrebbe saputo che dire all’incontro..lei sperava che qualche imbecille la interrompesse…
così è stato..
che senso ha insultare e tirare le uova alla polizia..si faceva più bella figura a non presentarsi, o a mettere uno striscione polemico e non farsi vedere per un giorno in facoltà!!
e pensare che dovremmo essere tutti dalla stessa parte…
I collettivi hanno rifiutato di far entrare due rappresentanti e leggere un comunicato, “o tutti o nessuno”. Dal mio punto di vista, questo vuol dire delegittimare tutta la protesta. Senza contare bengala, uova e sputi, naturalmente.
a Margherita, Lorenzo, Giuseppe. Chi vi scrive ha presenziato per lunghi anni alla cosiddetta “giornata anticomunista”, e non dalla parte degli organizzatori ovviamente. ogni anno la stessa storia: ore e ore di tensione, a volte scontri, e il risultato – in molti hanno detto – è stato di mandare Totaro in parlamento. Sono passati diversi anni da quelle “giornate”, ma vi posso assicurare che la diatriba era sempre la stessa: non fare nulla o dare visibilità a questi soggetti? io ho sempre pensato che ci si dovesse sempre contrapporre fisicamente per quanto possibile, e cioè fisicamente esprimere il proprio disprezzo per questa feccia che certo non ha alcuna idea di cosa si faccia di solito in un’università. il problema enorme è la percezione della legittimità. ora, una cosa è legittima nella misura in cui è tollerata, o vi è una sanzione in base alla sua violazione. In questo caso si dice che una cosa è legale/illegale. una legge ad esempio quando non è più tollerata o viene deliberatamente violata per tornaconto personale si incorre in sanzione relativa e proporzionale. si compie un’illegalità che però in certi casi può essere legittima (tipo rubare quando si ha fame).
malauguratamente la politica non è il diritto e quindi il distinguo tra ciò che è legittimo e ciò che non lo è dipende da un fattore X che è il cosiddetto “fatto compiuto”. se una cosa accade nell’indifferenza generale, essa accadrà ancora e ancora finchè dire cose tipo: “con tutti questi negri non siamo più padroni a casa nostra”, sarà una cosa normale. per inciso, sono i padroni invece che ci entrano in casa almeno due volte al giorno tramite i telegiornali, e sono sempre i padroni che ci precarizzano la vita e ci fanno morire sui posti di lavoro, non certo i “negri”. la provocazione c’è stata ma è la reazione che misura lo stato di salute. In questo caso è bene che tutti sappiano che novoli non è il salone di vespa e che la realtà è sempre un tantino più ruvida delle poltrone di raso rosso e dei boudoirs. Un’ultima osservazione: questo tipo di “fatti” vanno sempre letti assieme ad altri fatti analoghi che accadono altrove, e che segnalano il tasso di sopportazione rispetto a certe continue violenze verbali e fisiche che cotesti figuri e figuresse si industriano ad elargire quotidianamente ai propri concittadini. lo scontro è stato cercato, provocato e voluto certo,ma non da chi chiedeva di entrare in un’aula di un’università per contestare un’iniziativa politica poco gradita, fatta da gente che poteva tranquillamente fare la sua sceneggiata in una qualunque aula a pagamento nella parte luccicante della città. Inoltre non sarei così sicuro che lo share della santanchè schizzerà alle stelle dopo oggi, mentre è bene che la soglia di tolleranza al peggio non si abbassi ulteriormente, e questi segnali sono un ottimo balsamo tonificante.
io in questi filmati vedo solo capre, capre da una parte, e capre dall’altra.
Capre col caschetto e capre senza il caschetto.
BRAVI COGLIONI
Stefano il tuo balsamo tonificante mettitelo nel culo, perchè sono questi gli episodi che fanno dimenticare alla gente il motivo per cui si protesta, fanno passare tutti quelli che protestano come degli idioti bravi solo ad insultare e che vanno biasimati, vanificando così gli sforzi di chi si è fatto il culo per protestare intelligentemente.
Che banda di coglioni e tre “compagni” indottrinati. Il Fascismo è finito da po…come il Comunismo a parte qualche scureggia come la Corea del Nord e Vietnam. Rimane solo il sano Stato democratico liberale e i suoi servitori, per il bene comune di tutti, compresi gli operatori della Polizia di Stato. Ma dimmi te se uno per lavorare devi andare a stronzeggiare con dei pischelli o dei figli di papa…
premetto che non ero sul luogo ma vedendo il video questo é quanto mi si evoca in mente: “si difatti si dovrebbe cercare al massimo di instaurare un dialogo verso gli individui che rivestono il ruolo di cosi definite e costiuite (da determinate individualità) “forze dell’ordine” instaurare una comunicazione verso le loro soggettività…. “persuaderli” d’altronde verso ipotetici raggiungimenti di stati ideali una volta liberatisi ipoteticamenti da stato o raggiunte libera assoluta lagari con consulti, autonomia dell’individuo e simili nel momento in cui permangono mafie e simili, che poi a mio avviso anche all’interno delle università(poiché si difendete le università ma in molti casi per mie esperienze esse sono posto piuttosto poco “liberi” ove domina un’autoritarismo spropositato dei professori una violenza in vari casi veso gli studenti, un’ingannarli che dovrebbe comportare la fustigazione degli stessi professori…. ma poi certo agli studenti fa comodo perché reagire stiamo ai compromessi..si mi insulti, ti faccio il alvoro mi faccio trattare come un cagnolino e poi tanto avrò il mio posto sicuro il mio riconoscimento… finche non si diventa come un cane e per citare eraclito:”I cani abbaiano a quelli che non conoscono.”[frammento97] a difendere anche..) e di molte altre istituzioni(o maggior numero di individui) si creano dinamiche simili a quelle di associazioni e struttura mafiose, come ci si pone verso di esse??? non bisognerebbe comprendere e studiare se un metodo di pacifista potrebbe funzionare e quindii portare cambiamenti iin determinati entità o meno…. quelli nel video sono i soliti ridicoli insulti che sembrano praticamente cori da stadio…. un poliziotto viene messo li poiché nel sistema giuridico corrente vi sono determinate leggi ….potrebbe anche non avere intenzioni prettamente violente ma poi a mio avviso sentirsi dire determinate cose fa “cadere le braccia”…. sembra quasi che gli studenti vogliano essere picchiati, lo desiderino piiché quella in molti casi é l’inevitabile conseguenza…. porbabilmente vi sono da parte d’essi anche problemi espressivi e preconcetti….e da parte dei polizioti oridini, strutturazioni, lavoro un detemrinato tipo di cultura e ottica di “ciòcheé” ma i vari insulti e schiamazzi sono veramente ridicoli…. poi certo non nego se la cosa che si vuole ottenere é veramente importante, vitale e neanche attraverso dialogo e il metodo di rifiuto: ossia si ignora(non gli si attesta più il potere non gli si da ascolto e non gli si presta attenzione lo si considera inesistente…. i cittadini sono lo stato e dovrebbero esserne anche il governo e le forze dell’ordine dovrebbero protreggere essi e quindi i cittadini stessi a mio avviso quindi sono autorizzati a delegittimarlo…naturalmente in un’ottica “statale/istituzionale”) il governo ,le istituzioni le fabbriche e ci si autorganizza si creano, generano altre alternative: studenti, lavoratori, operai, ricercatori, (le solite vecchie categorie) individui creano tra di loro collaborazione, condivisione dei saperi e delle attività, costruzione di un nuovo sistema di relazioni interazioni… poi se anche ciò dovesse esser impedito e anche una resistenza gandhiana dovesse venire repressa allora si quando si é fatto e detto(considerando che anche il dire é un fare e anche il fare in moltissimi casi, a meno che non vi siano entità alla presenza d’esso e varie d’esse non siano non vedenti e/o prive di altre determinate facoltà percettive, si trasforma in un dire) tutto il possibile e a meno che non si voglia andare in altri luoghi, e se anche in essi arriva la coercezione, repressione annullamento danno della propria vità allora si che si dovrebbe mettere in atto altre alternative mi verrebe da citare in merito, in un ottica “”statale/istituzionale”" l’articolo 35 della costituzione francese del 1793:” Quando il Governo viola i diritti dei popolo, l’insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri.” certamete come tutte le norme giuridiche può benissimo essere soggetto ad interpretazioni…”
tutto quanto digitati qui comunque é “a mio avviso” per quel che penso e a parte ciò si dovrebbe far qualcosa…
Caro Valerio, il fatto che tu non riesca nemmeno a capire da che parte sta la violenza in questo stato liberale pieno di servitori leali conferma soltanto una cosa: che non hai capito perchè protesti
Certo che difendere una ministra come la Gelmini, tipica esponente di quella società abituata a pensare che tutto si possa “comprare”, ci vuole un bel coraggio. Se fossi un poliziotto con un minimo di coscienza sociale e senso della giustizia si farei schifo! Ma i poliziotti non hanno anche loro dei figli, dei parenti precari? ma sono proprio dei poveracci.
Stefano…..ma per favore….
Il ruolo dei polizioti non é difendere la gelmini in quanto gelmini ma la carica istituzionale da lei coperta poiché rappresenterebbe il governo eletto dai cittadini a loro rappresentanza quindi lo stato(ciò detto “banalmente” poiché non sono uno studioso o esperto di diritto italiano…non che non lo si possa diventare leggendo un po’)…. il problema qui non é la riforma scolastica o meno é l’ordinamento e la struttura statale i danni creati dalla rappresentatività(non-rappresentatività) e dalla struttura gerachica, poiché attualmente penso si strutturi sempre in tal modo, presente.. i poliziotti(fanno penso parte delle forze armate) debbono obbedire se non penso vengano licenziati o sanzionati oltre che in alcuni casi forse come stadi(anche se non sono un frequentatore d’essi quindi non so esattamente, anche se volendo potrei immaginarle, quali dinamiche facciano scattare la violenza verso poliziotti o tra poliziotti e ultras…. anche se forse in questi casi è dagli ultras che nasce…ma come detto non sono un frequentatore di stadi e di colossei non apprezzo molto il “panem et circenses”[ per chi non conoscesse http://it.wikipedia.org/wiki/Panem_et_circenses o simili) rischiano di subire violenze quindi bisognerebbe tenere conto di varie pressioni magari in alcuni (con questo non voglio generalizzare a tutti i poliziotti magari v'é anche chi lo fa poiché esaltato da "potere"[""abuso di""], “violenza”…. o idee politiche e/o simili) date magari anche oltre che da pressioni economico/lavorative oltre che quelle già dette da una “”forma mentis”" datagli da undetemrinato tipo di “”habitus culturalle”", “provenienza”, “contesti” e simili…. non so poi al corso a cosa gli sottopongono magari gli fanno una sorta di lavaggio del cervello o magari gli creano pressioni psicologiche tipo “panopticon” in cui trra di loro iniziano a crearsi dinamcihe d’insulti, esclusioni o simili (dinamiche a mio avviso presenti anche in molti altri vari contesti) quindi non so con questo ripetto non voglio generaliozzare a tutti i poliziotti e non voglio dire che in determinati casi essi si in quanto parte del popolo e cittadinanza si debbano rifiutare di agire in modo dannoso contro altri cittadini stessi e contro lo stato stesso poiché a mio avviso non lo starebbero difendendo, proteggendo…ma starebbero proteggendo o istituzioni o individui che non coincidono con lo stato… daltronde anche nella rivoluzione francese, nella comune di parigi, nella rivoluuzione russa e in altre, come anche nella liberazione italiana dal nazifascismo parte delle forze armate disertarono e si schierarono contro le dinamiche repressive e negative verso vita e individui… poi con questo non voglio giustificare lo “stato” esistente attuale la presenza di forze armate disciplinarie, di eserciti e simili…anzi si dovrebbe arrivare a mio avviso a uno punto ove non vi sia più la necessità della presenza di questi “”ruoli”"…tutto ciò come anche quanto scritto in precedenza é pur sempre “”a mio avviso”"….e mi scuso per eventuali errori grammaticali e/o ortografici
[...] vedere Brescia. Nel caso di Firenze: ho visto il video su Repubblica (qui) oppure su Unicittà (qui, dove ce ne sono anche altri) e letto alcune reazioni. Ne riporto [...]
il problema della politica italiana (sia di chi è al governo, sia di chi è all’opposizione, sia di chi protesta) è che si fa tanti giri di parole per poi non dire niente e soprattutto finendo col non agire e/o non ottenere niente.
F per dire due concetti hai scritto dei poemi del ca**o!!! scusati più che per gli errori per il tuo sproloquio e l’incapacità di esprimere un concetto senza rubare due ore a chi ti ascolta/legge.
Per rispondere ad Alberto che ha commentato il primo post:
il terzo mondo si vede quando un esponente politico parlerà in un luogo pubblico (università appunto) e c’è chi inizia a dire “impediremo di farla parlare con ogni mezzo”…..
Questo è il terzo mondo, questo è il FASCISMO, quando si impedisce o si vuole impedire a qualcuno di parlare, anche se il qualcuno fosse la persona più stupida del mondo.
ma io penso di aver espresso più di due concetti e penso che quanto si esprime vada argomentato poiché nella stessa mia argomentazione v’é l’elaborazione del pensiero quanto precedentemente scritto l’ho formulato al momento oltre al pensare che l’argomentazione serva per risultare comprensibile ad altri e per esplicarsi visto che se uno mi dice fai la rivoluzione o fai questo o quest’altro io a meno che non vi trvoerei in motivo più che comprensibilie non lo farei semplicemente perché oltre al fatto che mi sta impartendo un ordine(cosa che di per se trovo già più che irritante fastidiosa) un ordine non mi esplica neanche una motivazione per la quale io dovrei fare una determinata azione…. quindi non fa altro che annullare la mia soggettività e pensiero(senza arricchirla e pormi e incrementarla) e mi colloca(se seguo quanto impostomi) come in un “branco” ad agire senza una motivazione soggettiva ed individuale….. e se vuoi che sia sincero ti dico che io alle varie manifestazioni non ci sono andato e non ci vado perché trovo che il sistema universitario(anche se forsi dovrei dire accademico visto che io avendo comunque assistito a volte anche a lezioni universitarie) sia fallimentare(almeno in italia poi no so…ad esempio in francia vi sono istituzioni come il college de france e simili che sono luoghi la cui funzione trovo sia piuttosto positiva…)…. pieno di gerarchie, mafie(intese come tipologia d’associazione , strutturazione)… di individui arroganti e tronfi… che impongono il loro pensiero e personalità su altri (a volte alla stregua di lavaggio del cervello)… senza lasciar possibilità d’espressione e liberazione del sapere e del linguaggio …. e giocando su pressioni mentali come quella definibile del bastone e la carota o studi subisci perché devi superare l’esame o non lo passerai mai perché se non lo passi no ti “laurei” e se non ti “laurei” sarai un fallito un’essere inferiore che non può parlare non pensa ed e un’idiota e ignorante…come se gli stessi professori no lo fossero basterebbe analizzare l’etimologia di tali parole (idiota e ignorante)….forse alcuni non si ritengono tali ma questa sarebbe, come sempre a mio avviso, una pecca immensa d’arroganza forse anche da ipocriti… non erano d’altronde i sofisti coloro che insegnavano a pagamento… non negando comunque la necessità di scuole e diffusioni del sapere… poiché in alcuni casi vi sarebbe il rischio di soccombere a religioni, credenze e aspetti, dinamiche simili simili presenti in “ciòcheé”….
altra cosa la parola é azione…. bisognerebbe valutare più altro funzione e scopo d’essa…
poi per l’espressione dei concetti allora dovrei dire in poché parole dico tutto questo perché vorrei vedere convogliate le entità manifestanti per la scuola e altre entità in un moto rivoluzionario che trasmuti le dinamiche attuali dell’essere…. che liberi toatalemente la conoscenza i saperi e i/il linguaggi/o (totale diffusione d’essi e disgregazione della gerarchizzazione del sapere e dell’autorità) che trovi possibili soluzioni alternative alle dinamiché di scambio dell’economia monetaria, che elmini il lavoro come sovranecessità e generatore di gerarchie e che lo riduca a semplice atto necessario di sopravvivenza(se vuoi vivere per quelche mi risulta devi “assimilare” qualcosa definito come “materia” e in qualche modo bisogna procurarsela…poi non so io non ho mai provato a smettere di mangiare se conosci qualcuno che la fatto fammi sapre[seriamente]…) quindi costituzione riserve alimentari, e simili (come edifici riscaldati[penso si muoia in alcuni luoghi senza riscaldamento], medicina e simili)… costituzione di un nuovo tipo di estetica di una nuovo modo di sentire che porti lo scomparire della violenza e che permetta la totale “apertura” di qualsiasi entità pensante verso le altre(arrivando a livelli totali di sim/patia, em/patia, tele/patia…intese propriamente secondo il loro etimo) consentendo la strutturazione di ogni singolarità sia intellettiva che fisica in modo autonomo attaverso l’utilizzo e sviluppo d’intelletto attivo…. detto in poche parole questo é più o meno cosa enuncierei e che sottende in vari casi lo scopo e la funzione del mio parlare e in questo caso come i precedenti del mio digitare i tasti dello strumento definito in inglese “computer”
per il mio messaggio precedente l’incipit é più comprensibile cosi:
“altra cosa la parola é azione…. bisognerebbe valutare più altro funzione e scopo d’essa…
poi per l’espressione dei concetti allora dovrei dire in poché parole: dico tutto questo….”
aggiungerei che la costituzione di un nuovo rtipo d’estetica e di percepire inevitabilmente é legata in modo penso praticamente ambivalente allo sviluppo di pensiero, intelleto, mente, coscienza, autocosienza differenti da vari di quelli attuali o elaborazioni d’essi….
mentre più che per il mio utilizzo in seguito di “strutturazione” nella frase “strutturazione di ogni singolarità” penso si dovrebbe sostituire con elaborazione, trasmutazione, divenire…o simili
mentre per la politica italiana il problema no é quello dei giri di parole le parole come dette precedentemente servono e sono importanti perché esprimono, evocano, trasmettono visioni(idee penso rapportabile etimologicamente a visone), immagini quindi percezioni, prosettive, conoscenze, saperi… quindi sono a mio avviso necessarie… ti potrei dire che il problema risiede anche in cosa si vuole fare o meno perché magari quando non sifa é perché non sia ha intenzione di fare…non si vuole fare, non si decide di fare… non si vuole generare, attuare, nell’essere una determinata cosa pensata mentalemente (penso per i più svariati motivi)…. il problema della politiké é che molte entità non sono più politiche(tutto inteso in senso etimologico quindi da polis, cive, insediarsi, seggio, sede, dimora, dimorare[dẽ-indugiare, indugio] tregua[treuwa "contratto(per sicurezza)] ) e non lo sono neanche mai state…se non come (consapevolmente o meno) al massimo cittadini della totalità di ciò che é dell’esistene e dell’esitenza… poi non é detto che molti accettino tal edeifnizione e si definiscano tali… poiché vi sono anche entità definite e/o autodefinitesi nomadi e ben altre entià
… al mesaggio precedente avviungere i anche “dinamiche di conoscenza e sapere altere… se vi possono essere e se non vi sono già..
e ribadisoc come sempre che quanto digito o scrivo sono solo miei pensieri
[...] Sinistra, si sono radunati con l’intento di ricevere dal Rettore chiarimenti in merito agli scontri tra studenti e forze dell’ordine di giovedì al Polo di [...]