Letto per voi: Alessandro Ticozzi, “Diario di un cinemaniaco di Provincia”

Alessandro Ticozzi è un giovane veneziano di 27 anni, laureato alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. Grazie alla sua ambizione e al suo talento è stato segnalato nel 2000 con una menzione al XXI Premio Nazionale Poesia e Narrativa organizzato dal Lions Club Milano Duomo e, nel 2009, ha pubblicato il saggio cinematografico “L’Italia di Alberto Sordi”.

Proprio come lui il protagonista di “Diario di un cinemaniaco di provincia” è un ragazzo veneto con un grande sogno nel cassetto e un’altrettanto forte voglia di riuscire nel suo intento: quello di diventare un affermato regista. Iscritto all’ultimo anno del DAMS in una imprecisata provincia veneta, e giunto quasi al termine del suo percorso universitario, il giovane studente si trova a dover fare i conti con un futuro incerto e un presente confuso, soprattutto all’interno del mondo universitario. Alla paura di non farcela, di essere “uno dei tanti”, uno di tutti quei ragazzi che un tempo avevano un sogno ma che si sono trovati ad abbandonarlo, si alterna in modo evidente – e quasi arrogante – la voglia di emergere e di raggiungere i propri obiettivi.

Il linguaggio attuale e colorato richiama spesso il mondo del cinema, e non soltanto attraverso citazioni di famosi film. Infatti questo racconto è una bozza di un cortometraggio dal nome “Play” che sarà realizzato da Sarah La Rocca. Entrambi vogliono rappresentare in modo semplice la realtà e la quotidianità dell’essere artisti.

Attraverso numerosi flashback di avventure (o disavventure), proiezioni surreali di aspirazioni future e, soprattutto, richiami al cinema italiano tanto amato dal protagonista, Ticozzi rappresenta perfettamente quello che è lo stato d’animo di uno studente universitario oggi.

Ed io cosa vorrei essere invece? Nonostante le insoddisfazioni e frustrazioni personali che mi accompagnano ogni giorno, facendomi continuamente sentire che ci sono diverse cose che mi mancano, non lo so nemmeno io: forse semplicemente ‘voglio volere’, come canta il Liga. Ma un giorno cambieranno, Brasiliano! O forse nella nostra testa sono già cambiate da un bel pezzo, grazie alla forza immaginifica, ma allo stesso tempo anche di riflessione sulla società che ci circonda, che solo il cinema può avere? Forse anche questa è una forma di ribellione alla misera realtà che ci circonda…”. Con queste parole l’autore racconta la storia di un giovane che si rifugia nella propria passione per rispondere alle incombenti domande che risuonano nella testa di ogni studente: che fare dopo aver terminato la triennale? O forse, ancora meglio, come fare?

Quello che, allo stesso tempo, Ticozzi cerca però di fare è lasciare ai lettori una speranza, una porta aperta sul futuro in cui tutti hanno bisogno di credere.

Virginia Martini

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Scritto da il 23 aprile 2011. Sotto la categoria Cinema. Abbonati al feed rss RSS 2.0. Lascia un commento qui sotto

1 Commento per “Letto per voi: Alessandro Ticozzi, “Diario di un cinemaniaco di Provincia””

  1. [...] autore – classe 1984 – laureato al Dams di Padova, a far parlare di sé. Dopo la recensione di “Diario di un cinemaniaco di provincia” , dove era risultata evidente una spiccata passione per il cinema, questa è la volta de [...]

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