“Partirò ad aprile 2021, a fine mandato” – Corriere.it

Jean-Pierre Moster foglie d’albero UniCreditDopo 5 anni.

Rimarrà in carica Fino alla fine del mandato nell’aprile 2021 O “fino a quando non viene nominato un successore per garantire una transizione ordinata”, in un promemoria emesso la scorsa notte.

Si chiude così il periodo di incertezza che ieri in borsa, dopo le indiscrezioni circolate domenica nel consiglio di amministrazione “non ufficiale”, la banca è costata un netto -5%, Un miliardo di capitali persi.

La banca onora Mostier, arrivata a luglio 2016, con l’attività di turnaround dopo aver aumentato di 13 miliardi di euro e venduto asset come Fineco, Pioneer, Mediobanca e Pekao. Con il piano ‘Transform 2019’, la nota evidenzia che il gruppo è stato “notevolmente rafforzato sia finanziariamente che operativamente, consentendogli di affrontare in sicurezza le conseguenze economiche della crisi Covid-19”.

Ma L’uscita di Moster non è dolorosa. Nel promemoria, il banchiere francese 59enne conferma le voci di una graduale separazione dal board: “Negli ultimi mesi è emerso che lo Strategy Team 23 ei suoi pilastri fondanti non sono più in linea con la visione attuale” del board. Di conseguenza, ho deciso di andarmene per consentire al consiglio di determinare la strategia futura. Quella in Unicredit è stata un’esperienza straordinaria, “sono orgoglioso di quello che abbiamo realizzato e di quello che è stato realizzato in così poco tempo”.

Presidente Cesar Bisoni A sua volta, dice, “mi dispiace per la decisione odierna, che tuttavia mostra ancora una volta la professionalità di Jean-Pierre e non fa che aumentare il mio apprezzamento”.

Se la strategia di Mostier è “niente fusioni o acquisizioni”, il futuro può invece prevederlo. Se Unicredit è abbinato a Mps (Non è un caso che la crescita della banca del + 3% in Borsa ieri) risolverà un grave problema per il Tesoro, che deve lasciare Siena. Anche il governo sta lavorando da tempo al trasloco costruendo una dote sotto forma di 2 miliardi di crediti d’imposta (“Dta”) e aiutando con casi legali. La maggior parte della resistenza è stata un ostacolo. Inoltre, al governo non piaceva l’idea di separare Unicredit in due con una sotto-proprietà quotata in Germania per le attività estere: progetto accantonato anche per l’influenza del presidente nel pectore, l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, in consiglio da ottobre. Inoltre esso Una promozione a livello nazionale di UniCredit eguaglierebbe Intesa San Paolo.

Il ministro Roberto Gualtieri ieri ha rifiutato di commentare le dimissioni. Ora tocca al Padoan e al consiglio di amministrazione trovare il successore attraverso un “processo di selezione rigoroso e rigoroso”, dentro o fuori la banca. La tempistica – nominandola da fonti vicine al board – è “opportuna” per consentire al comitato nomine di “operare in un contesto adeguatamente chiaro”, senza sgradite lacune di autorità per i regolatori e il mercato, come invece accaduto in occasione di exit Alessandro Profumo allora chi Federico Jizzoni.

Tra i candidati idonei, Alessandro Decio (Banco Desio), Gianni Papa (Precedentemente Unicredit), Giuseppe Castagna (Banco Bpm), Marco Morelli (Ex deputati), Alberto Nagel (Mediobanca), Flavio Valerie (Ex Deutsche Bank), sono un manager interno Francesco Giordano, Carlo Vivaldi E il consigliere Diego de Giorgi (Precedentemente Bofa-ML). Invece, ha negato l’interesse Matteo Del Vanity (Posta).

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