Siamo lì con la crisi del governo?

Dopo settimane di discussioni, retroscena e ipotesi, la crisi di governo annunciata e anticipata potrebbe finalmente essere ufficializzata martedì sera, se la FIFA italiana – il partito di Matteo Renzi – decidesse di ritirare il sostegno al premier Giuseppe Conte. La crisi potrebbe aprirsi sostanzialmente stasera, domani o più tardi, a seconda di ciò che accade nel gabinetto previsto per le 21:30: ma dopo molti annunci e procrastinazioni, ora sembra che l’ipotesi che le difficoltà del governo possano essere risolte attraverso un semplice emendamento. Sempre più.

Il governo atteso stasera è quello per il voto La nuova bozza Dal piano nazionale di ripresa e resilienza dipendono le risorse Fondo di recuperoIl principale strumento dell’Unione europea per bilanciare la crisi economica causata dall’epidemia di Coronavirus. L’ultima bozza, dopo una serie di modifiche, è stata inviata ieri sera dal ministero dell’Economia ai membri del governo. Dopo l’approvazione, il testo deve essere esaminato dal Parlamento, che può modificarlo.

L’attenzione di questa sera è concentrata soprattutto su quello che potrebbe accadere subito al gabinetto, che alla fine potrebbe portare all’inaugurazione ufficiale della crisi del governo Conte di cui si parla da settimane. Italia Viva, che oggi fa parte della maggioranza parlamentare e che comprende due ministri (Elena Bonetti per le pari opportunità e Teresa Bellanova per le politiche agricole), minaccia di ritirare la sua delega al governo giorni fa. Il problema di Conte è che senza Italia Viva il governo rischia di non ottenere la maggioranza al Senato.

Durante il gabinetto di stasera sarà importante prima di tutto guardare come voterà Italia Viva: se si asterrà o se voterà a favore della nuova bozza. Dopo di ciò, l’assunto più diffuso sui giornali è stato che Renzi, indipendentemente dal voto, ritiri la sua delegazione dal governo, sbloccando di fatto la crisi. Può farlo effettivamente la sera dopo la fine della partita, o domani.

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Sono tre gli scenari di cui parla di più. Giuseppe Conte potrebbe decidere di dimettersi e andare al Quirinale, dove potrebbe ricevere un nuovo incarico da Sergio Mattarella per formare un terzo governo diverso da quello attuale, ma sempre a guidarlo: il Conte-Terre (perché sarebbe il terzo, dopo quello con Matteo Salvini e quello attuale). Sarà quella che i giornali chiamano “crisi controllata”, realizzabile solo con un preventivo accordo con Renzi, che dovrebbe garantire il sostegno dell’Italia alla FIFA in Parlamento. Tuttavia, Renzi sembra non volere questo scenario.

Senza questo accordo, si aprirebbe una cosiddetta “crisi nell’oscurità”. Dopo le dimissioni di Conte, l’esito delle consultazioni tra Mattarella ei partiti potrebbe addirittura portare alla formazione dello stesso governo di maggioranza, ma con un presidente del Consiglio diverso, ipotesi che Matteo Renzi ha più volte citato. Molti giornali, infatti, sostengono da tempo che scegliere di dimettersi al buio potrebbe essere troppo rischioso per Conte: una volta presentato, Renzi può lavorare su soluzioni che Conte non si aspetta da presidente del Consiglio.

Questo pericolo può essere evitato – e arriviamo alla terza premessa – esponendoci alle esigenze di fiducia nei circoli. Ma se Italia Viva non vota a suo favore, Conte dovrà solo cercare la maggioranza numerica e non è più politica: cioè può ottenere la maggioranza se dal suo gruppo si discostano alcuni parlamentari di Italia Viva o altri partiti (saranno questi che in queste ore si definiscono “responsabili”. “). I dati al Senato indicano che una maggioranza oscilla tra 166 e 170. Ma se il voto FIFA dell’Italia fallisce, scenderà a 152: quindi, per la maggioranza assoluta saranno richieste almeno 9 persone cosiddette “responsabili” (pari a 161).

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Se Conte è deluso al Senato, sarà molto difficile per lui ripristinare la carica per formare un nuovo governo. Ma anche una maggioranza raggiunta dal voto di alcuni “funzionari” sparsi costituirà un esito fragile: creerà problemi nei comitati e avrà conseguenze sulla legittimità politica di Conte. C’è un’ultima possibilità: se non c’è la maggioranza in Parlamento (come ora c’è o una maggioranza diversa) per sostenere un nuovo governo, si andrà alle elezioni. Ma molti partiti, compreso il Partito Democratico, non supportano questa ipotesi.

Si parlava di una possibile crisi di governo innescata dal ritiro di Italia Viva settimane fa, e da giorni circolavano ipotesi e retroscena sulle vere intenzioni di Renzi. Ribatté Renzi I contenuti della sua critica Lo scorso 17 dicembre in una lettera inviata al presidente del Consiglio e poi in diverse interviste: dall’amministrazione del piano vaccinale alUsa MES (Che però non è chiaro come si procederà in caso di voto in Parlamento), chi È venuto ai servizi segreti tenuti da Conte (E che lo stesso Conte sarebbe disposto a lasciare per evitare la crisi) al ruolo di commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 Domenico Arcuri.

Ma le critiche dell’Italia alla FIFA Dovevano farlo per lo più Con il piano italiano per il fondo di recupero. La prima stesura del piano, infatti, è finita nel bel mezzo delle principali proteste della Fifa Italia, ma anche altri partiti hanno chiesto cambiamenti al governo. La nuova bozza sembra accogliere le maggiori richieste presentate, dall’aumento della spesa per sanità e istruzione, alla focalizzazione degli investimenti non sui bonus fiscali ma sugli investimenti.

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I problemi riguardano anche la gestione operativa dei fondi, nonché gli indicatori generali della loro destinazione. L’idea iniziale di Conte era quella di creare una “cabina di regia”, composta dal presidente del Consiglio, ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, e dal ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patanelli del Movimento 5 Stelle, con il supporto dei dirigenti che a loro volta dovrebbero supervisionare alcuni “tecnici”, ma questo piano Italia Viva non l’ha condiviso. Soprattutto, questa forma di gestione, critici e Italia Viva hanno affermato che avrebbe creato una struttura parallela che, invece di snellire il processo di attuazione del progetto, si sarebbe sovrapposta ai ministeri esistenti.

Per il momento la questione della gestione del denaro è stata rinviata e sarà inclusa in un successivo decreto. Nel testo che perverrà al Consiglio dei ministri, di cui circolano alcune bozze, si dice semplicemente che “il governo, sulla base delle linee guida europee per l’attuazione del piano, presenterà un modello Giudizio Che determina la responsabilità dell’attuazione del piano, assicura il coordinamento con i ministri competenti a livello nazionale e di altro tipo e controlla il flusso di spesa.

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